Home » Enogastronomia » Zibibbo 2.0, la nuova cucina toscana è qui

Zibibbo 2.0, la nuova cucina toscana è qui

zibibbo2Si chiama Zibibbo 2.0 ma il nome non tragga in inganno. L’ambiente di questo locale aperto pochi mesi fa a Firenze, in una tranquilla traversa di Borgo Albizi, è tutt’altro che tecnologico come quel 2.0 potrebbe far pensare e ancor meno lo è la cucina. C’è un recupero della tradizione con un tocco di modernità ma niente effetti speciali, tutt’altro. Allo Zibibbo 2.0 di via delle Seggiole il motto è “cucinare è più che accostare sapori, accogliervi è più di un gesto professionale”. Parole sante e soprattutto in tutto e per tutto aderenti alla realtà. Il ristorante di via delle Seggiole, nato da un’idea di Marco Nardi già titolare dello Zibibbo a Careggi, che ha deciso di vendere il ristorante alle porte di Firenze per dedicarsi a quello in centro, tra piazza Santa Croce ed il Duomo, a dicembre 2013. Con questa vendita ai due chef già presenti in centro, Victoria Anderson ed Hiroshi Tachikawa, si è affiancato Allen Bernard Cris Padagas, cuoco, per molti anni di Cucina Zibibbo. Il ristorante Zibibbo 2.0, in via delle Seggiole 14r a Firenze è naturale evoluzione del locale già esistente e di parola: ambiente tranquillo e discreto. Una piccola corte interna, da sfruttare d’estate per mangiare fuori, permette di accedere nel locale suddiviso in tre sale. Questo consente un po’ di privacy e soprattutto assicura una grande silenziosità.
Ricco e spesso vario il menu. Meritano di essere provati però come antipasti la selezione di salumi di suino grigio e di mangaliza e le noci di capasante “bostoniana” alla piastra con olio istriano;  per i primi di terra gli spaghetti Monte 27 e un classico rivisitato come la carbonara con tagliatelle fresche di grano saraceno, per quelli di mare gli gnocchetti di patate, gamberi e pistilli di zafferano e la chitarra, i moscardini, la muddica. La pasta è fresca e soprattutto di produzione propria. Per i secondi una valida alternativa alle ottime bistecche e al fritto, sono il piccione ripieno e il cervello al cartoccio al profumo di capperi e brandy, di pesce invece da provare lo sformato di calamari al nero di seppia con gamberoni al Brandy e l’inzimino di calamari. Tra i dolci millefoglie con crema al rosmarino, crostata di crema al caffè con scaglie di cioccolato amaro e soprattutto la tarte tatin di pere al balsamico e semifreddo alla crema. Carta dei vini molto interessante con proposte mai scontate o banali e buono spazio per le bollicine. Personale professionale ma molto affabile.

Per informazioni clicca qui.

Info su Raffaella Galamini

Firenze punto g è il blog di Raffaella Galamini. Qui racconta la "sua" Firenze.

Inserisci un commento