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VogueArabe, il Medio Oriente oltre i cliché e i pregiudizi

voguearabe2Hassan Hajjaj è l’artista marocchino del momento, ma in Italia non aveva mai esposto. E’ merito del festival Middle East Now, organizzato dall’associazione Map of creation di Roberto Ruta e Lisa Chiari (direttori artistici del festival) se la prima esposizione nel Belpaese è in corso a Firenze. Un progetto realizzato in collaborazione con l’Ambasciata del Marocco in Italia che rientra nel programma ricchissimo del festival dedicato al cinema e alla cultura del Medio Oriente che si tiene ormai da quattro anni a Firenze tra cinema Odeon e Fondazione Stensen.
La mostra VogueArabe, è in corso ad Aria Art Gallery di Firenze (Borgo Santi Apostoli 40, fino al 5 maggio), e propone 12 lavori di quest’artista ironico e davvero pop, che vanno a coprire un arco di tempo di oltre 10 anni. Inoltre è esposta una serie di abiti sempre realizzati dall’artista.
Il titolo della mostra è un gioco, anche perché subito pensi alla celebre rivista di moda. Si tratta di foto che risentono della cultura più tradizionale del Nord Africa senza però rinunciare a quella patina glamour che è propria degli scatti che appaiono di solito su Vogue. Solo che non siamo a Londra o New York ma nelle casba di Marrakesh o Casablanca. Hassan Hajjaj non propone lo stereotipo della modella occidentale ma fotografa le sue donne, marocchine e quindi mediorientali, che indossano i vestiti creati da lui. Il risultato è un rovesciamento di ruoli e di atteggiamenti, un occhio ironico e disincantato tra due mondi, Oriente e Occidente, e sugli stereotipi che li caratterizzano e che, spesso e volentieri, si esprimono proprio attraverso la moda e le donne. Hassan Hajjaj sembra giocare con questi scatti stravaganti e questi vestiti un po’ kitsch e sopra le righe ma invece fa opera di riflessione e pone a confronto due mondi che ancora oggi faticano a dialogare, figurare a capirsi.
“Con VogueArabe presento una serie di lavori realizzati negli ultimi dieci anni – dice Hassan Hajjaj – metto in scena delle mie amiche, donne marocchine ma che potrebbero appartenere a tutto il mondo arabo, donne al tempo stesso fiere e reali: persone che vogliono mostrare la nostra cultura, l’orgoglio, la forza, i nostri abiti tradizionali, lo stile urban, il nostro swaga… ho usato tanti riferimenti alle griffe e ai marchi per aggiungere un pizzico di gusto, per dimostrare come alla fine siamo tutti uguali”. Ragione in più per fare un salto a vedere la mostra.

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