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Nina Meucci, le scarpe sexy e femminili made in Florence

IMG_4476E’ stato amore a prima vista, la prima volta che ho visto un paio di scarpe Nina Meucci. Decollete femminili, sexy senza costringerti a dover camminare sui trampoli, con un rapporto qualità-prezzo ottimo, non capitano spesso. La sorpresa è stata ancora maggiore quando ho realizzato che venivano prodotte a Firenze, nella nostra città. E così sono andata alla fonte: dalla Sesto Meucci che produce anche le scarpe Nina Meucci e si trova in via Rinuccini. Una realtà imprenditoriale fiorentina da sessant’anni presente sul mercato del Nord America, da 25 anni in quello cinese dove i Meucci sono stati praticamente pionieri. E l’amore è diventato folle passione vedendo in anteprima la collezione primavera/estate. Coloratissima con modelli e colori che farebbero la gioia delle pin up americane. E soprattutto con tacchetti facili, senza costringerti però a indossare le ballerine. Ecco la storia di questa azienda e di un paio di scarpe che mi hanno davvero conquistato…
Fanno scarpe da sessant’anni. E per oltre mezzo secolo le hanno vendute dall’altra parte del mondo, soprattutto in Nord America. Poi alla Sesto Meucci, azienda fiorentina di calzature, hanno sentito la necessità di provare a proporre una linea di scarpe più fresca, per donne tra i 30 e i 50 anni. Non più ragazzine ma neanche anziane con i piedi sensibili. Scarpe pensate per il mercato europeo e in particolare italiano, per andare a coprire quella zona grigia che dalle calzature made in Cina passa direttamente alle scarpe di lusso.
E’ nata così la Nina Meucci. “Oltre al cognome dell’azienda di famiglia, abbiamo pensato a un nome di donna che fosse facile da ricordare e soprattutto che non venisse storpiato nelle altre lingue” spiega l’amministratore delegato Niccolò Nesi, (nella foto) nel suo ufficio in via Rinuccini, a Firenze.
La Sesto Meucci è fiorentina, eppure ha sempre avuto una propensione per il mercato estero quando ancora andare fuori dei confini nazionali era per pochi. Non solo la presenza nel Nord America, praticamente poco dopo la seconda guerra mondiale. “Siamo stati dei pionieri, 25 anni fa, anche in Cina. Uno degli stabilimenti dove produciamo si trova lì. E’ un calzaturificio artigianale, il taglio delle pelli avviene ancora a mano, come si faceva una volta anche da noi –racconta Nesi nel suo studio, circondato da trofei di caccia e telefonini che squillano in continuazione-. Le calzature vengono disegnate qui a Firenze, da uno stilista che lavora con noi da molti anni, Danilo Vivoli. La nostra è un’azienda vecchio stampa: da noi vanno in pensione tre impiegate che hanno lavorato per noi più di 40 anni”.
E dato che è tutto in famiglia, degli aspetti tecnici e produttivi si occupa il cugino di Niccolò Nesi, Andrea Meucci.
Le scarpe Nina Meucci vengono ideate a Firenze. Qui vengono disegnati i modelli, scelti i materiali, poi spediti dove si produce: o in Cina o in Macedonia. Fino al campionario, tutto è made in Florence. “Per la produzione andiamo ovunque ci convenga –puntualizza Nesi-. Questo ci permette di poter stare nella fascia di prezzo 100/200 euro”.
In Italia la distribuzione è ancora a macchia di leopardo, concentrata per lo più nel Nord Italia. D’altro canto sono solo alla seconda collezione. Le anticipazioni per la primavera/estate 2013 lasciano però intendere che le vedremo di sicuro ai piedi di tante donne. A Firenze le trovi da Penelope in via Gioberti 40/44 rosso.

Info su Raffaella Galamini

Firenze punto g è il blog di Raffaella Galamini. Qui racconta la "sua" Firenze.

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