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Donpasta: la rivoluzione comincia dalla parmigiana di nonna

donpasta © Paolo SorianiLa rivoluzione può partire da un piatto di parmigiana. E’ la lezione di donpasta, dj, economista, giornalista e amante della buona tavola. Daniele De Michele riesce a sposare Rolling Stones e porchetta, rock e ricette delle nonne senza perdere di vista le implicazioni etiche che una canzone o una ricetta possono avere. Perché, come dice lui: “cucinare è un atto politico. Lo è la parmigiana di mia nonna, fatta solo in agosto, periodo delle melanzane di stagione. Può esserlo l’evitare di comprare creme fosforescenti spacciate per pappe per bambini”.
Daniele De Michele è ospite martedì 19 febbraio, presso la caffetteria vista Duomo della Biblioteca delle Oblate dalle ore 19.30, per la presentazione del suo ultimo libro, “La Parmigiana e la rivoluzione”. Un incontro/show tra musica, cucina e, soprattutto, etica, insieme all’amico e musicista tosco-salentino Andrea Mi: un dj set che si trasformerà in reading musicale che confluirà in uno stravagante show di cucina. In perfetto stile donpasta.
La campagna promozionale del suo libro, che esce per l’appunto il 19 febbraio, è “Più fritto per tutti”: il suo è un Manifesto per una cucina militante. “Ho cercato di spiegarmi e spiegare perché mi interessava andar in giro per prigioni, periferie, vignaioli anarchici, alla ricerca di gente che parla come mangia. Il rock’n’roll e le ricette delle nonne, i Rolling Stones e la porchetta, le fritture e il vinile, sono gli ingredienti indispensabili che uso per far festa, per resistere al cattivo mangiare e alle aberrazioni del mondo del cibo. Parlo della forza rivoluzionaria delle grandi tavolate, del cucinare con cura, del produrre nel rispetto dell’ambiente, del tenere la porta sempre aperta, dell’orgoglio modesto di una pasta e ceci, della genialità della tiella riso patate e cozze. Sarebbe sufficiente leggere gran parte degli arrivi di Ulisse in terra straniera, per accorgersi che le braci di agnello, la lira, il cantastorie e il vino erano li per accoglierlo. Per questo sono arrivato alla conclusione che a tavola, la forchetta, va sempre messa alla sinistra del piatto” sottolinea.
Quindi per donpasta niente fast food, niente cibi fuori stagione: la cucina si riappropria dei suoi tempi e della sua dignità. Dieci ore per fare un sugo? Possono servire per parlare, raccontare e denunciare quello che non va nel nostro sistema politico ed economico.
L’evento si inserisce nella nuova linea guida della caffetteria delle Oblate, a cura di Nem – Nuovi Eventi Musicale e Cooperativa Archeologia partita proprio con il progetto “Cooking Music”, ovvero “musica cucinata dal vivo”, con musicisti che si esibivano campionando i rumori provenienti dalla cucina, propone un approfondimento culturale trasversale, per far riflettere mescolando generi culturali diversi (ingresso libero, www.lospaziochesperavi.it).

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