La bellezza salverà il mondo e forse il Forte Belvedere

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florencebuddhaForte Belvedere risorge, come una moderna Fenice, dopo 5 anni di chiusura e importanti lavori di messa in sicurezza. Una rinascita che avviene attraverso le ceneri, in questo caso quelle delle opere dell’artista cinese Zhang Huan. Evocativo il titolo della grande personale “L’anima e la materia”, non solo per ragioni artistiche. Al Forte Belvedere morirono due giovani: Luca Raso e Veronica Locatelli. Ricordo ancora la sera in cui venne inaugurata la mostra di David LaChapelle: le sirene, l’ambulanza, lo sgomento sul volto degli amici della giovane fiorentina che stava festeggiando il suo compleanno prima di precipitare da un bastione. Da allora ho associato il dolore di quella sera, irrimediabilmente, al Forte. Fino ad oggi. Credo sia il segno di una nuova speranza la mostra di questo artista che sostiene: “La cenere d’incenso non è solo cenere, né solo materia ma è l’anima collettiva delle nostre memorie e delle nostre speranze”. Memoria e speranza, un buon viatico per un cammino duro, sperando ancora che “la bellezza salverà il mondo”.
L’inaugurazione del Forte Belvedere è per l’8 luglio 2013 alle 18, e fino alle 21 visite gratuite per tutti. Una giovane violinista, Cecilia Merli, del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, suonerà un brano tratto da ‘Thais’ di Jules Massenet per ricordare Luca e Veronica; in programma pure un concerto dell’orchestra da camera fiorentina diretta dal maestro Lanzetta. Dal 9 luglio e fino al 13 ottobre si potrà visitare il Forte nell’orario della mostra dalle 10 alle 20. L’esposizione dello opere di Huan sarà anche a Palazzo Vecchio (orario 9-24). Il biglietto cumulativo (Palazzo Vecchio e Forte Belvedere) costa 14 euro, solo 5 euro la Forte card per chi vuole visitare solo il Belvedere.
Tra i pezzi più attesi Three heads – six arms, il Florence Buddha realizzato tutto in cenere compatta ma soprattutto il Confucius in marmo bianco di Carrara: opera che l’artista ha voluto donare a Firenze come suo personale tributo alla culla del Rinascimento.