Il bello della musica comincia dall’ascolto: parola di Bollani

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bollaniUn libro che parla di musica e lancia un messaggio chiaro e immediato a chi si vuole avvicinare al mondo delle sette note: prima di tutto ascoltate. Stefano Bollani, stella del jazz, si propone di spiegare il bello del suo mondo in modo semplice e diretto. Schietto come è lui e ben lo sa chi ha avuto modo di conoscerlo.
“Parliamo di musica”, questo il titolo del volume edito da Mondadori e curato da Alberto Riva, sfata tutta una serie di luoghi comuni: a cominciare dal fatto che bisogna avere un bagaglio culturale per capire e poter giudicare cosa si sta ascoltando.
“E’ una furbata, spesso è una scusa per pigri, o una medaglia acquisita sul campo per chi crede di essere fra quelli che la ‘capiscono’ -scrive il pianista jazz, non nuovo alle fatiche letterarie-. Avere gli strumenti per godere della musica non significa conoscere né l’armonia né l’epoca in cui è stata scritta né il retroterra culturale del compositore, ma riconoscere qualcosa che abbiamo dentro e che risuona”.
Bollani è abituato a dialogare con il pubblico: ai concerti, in radio quando conduce Dottor Djembé e in televisione dove ha proposto alcuni programmi colti ma in grado di essere apprezzati pure dal grande pubblico. Il libro si muove su questa falsariga. Svela i segreti dell’improvvisazione di cui Bollani è un vero maestro: armonia, melodia, dinamiche, ritmo, colpi a effetto e trucchi dei jazzisti, degli autori pop e degli interpreti.
“Parliamo di musica” dà al lettore tutti gli strumenti per poter comprendere cosa c’è in uno spartito, in un’esibizione dal vivo, in un disco. Dato però che Bollani adora ascoltare qualsiasi genere, qualsiasi compositore o interprete, ecco che il suo libro offre molti spunti per aprire gli orizzonti musicali di ognuno di noi. Un modo per conoscere dai Beatles a Frank Zappa, da Elio e le Storie Tese a Giacomo Puccini, da Bill Evans alla bossanova di Antonio Carlos Jobim.
Dell’autore di Tosca e Boheme ad esempio scrive: “a fine Ottocento era a un passo da Broadway e dal cinema. Puccini era uno che in ogni singola opera infilava tre successi che la gente la mattina dopo fischiettava in bagno”.
Consigli pratici, quindi, e riflessioni in una sorta di “taccuino di appunti” compilato idealmente per una guida all’ascolto diversa dal solito, com’è nello stile di Bollani. Un libro che ti accompagna nella comprensione e nella lettura di un brano musicale puntando più sulle reazioni a pelle, per non dire di pancia. Un po’ come nel jazz in cui è inutile chiedersi cosa e perché un musicista sta facendo nel momento magico dell’improvvisazione. “L’unico segreto -come dice sempre Bollani- è ascoltare e capire se ci piace o meno. Il resto non conta”.