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Gusto ed etica vanno a braccetto con il cioccolato Pacari

foto (13)Una barretta di cioccolata può fare la differenza e non solo in fatto di gusto. Da lì può partire una rivoluzione socio-economica addirittura epocale. E’ la lezione che ho appreso dalla voce di Santiago Peralta, noto a tutti per il cioccolato Pacari, il primo prodotto interamente Ecuador e biologico. Un prodotto che lo ha reso il chocolate maker più famoso del mondo, di sicuro il più premiato con i 20 Gold ottenuti solo nel 2012. Santiago è stato a Firenze, invitando dalla chocolate expert Monica Meschini per un chocolate tasting all’Hotel Centrale. Una serata indimenticabile.
Durante la degustazione Santiago ha raccontato la sua storia. Dieci anni fa aveva provato a vendere i suoi fiori frutto di coltivazioni organiche ma non aveva avuto successo: “perché non si mangiano i fiori e a nessuno interessava se l’ambiente veniva preservato dagli abituali danni causati da queste coltivazioni” ha raccontato. Allora ha pensato alle fave di cacao. L’Ecuador è tra i grandi produttori eppure tutti pensano alla Svizzera come alla patria del cioccolato. Perché le grandi multinazionali sono abituate ad arrivare nei paesi del Sud del mondo e a portare via le materie prime ai prezzi che loro stabiliscono, spesso con grandi scorrettezze. Come, ad esempio, appigliarsi al tasso di umidità del prodotto messo in vendita: un gioco che alla fine pesava, per i produttori di cacao, fino a un milione di dollari all’anno di mancati incassi.
Santiago Peralta è partito da qui: dal fornire strumenti e condizioni di vita migliori ai campesinos per far sì che con un’esistenza più decorosa fosse per loro più facile lavorare meglio la terra e raccogliere quindi frutti più buoni. Pacari è un marchio piccolo, piccolissimo: circa 20mila i lavoratori che impiega, ma ha avuto il pregio di cambiare le regole di produzione e del mercato del lavoro. Quindi non c’è sfruttamento: uomini e donne godono dello stesso trattamento. Per fare un esempio: via le balle da 100 chilogrammi, ha introdotto quelle da 25 in grado di essere sollevate da chiunque. I bambini sono mandati a scuola e dove gli istituti sono troppo lontani da raggiungere, si è provveduto a realizzare un istituto al fine di permettere loro di studiare. I soldi prodotti vengono investiti qui: dal 6 per cento di guadagno ottenuto con i grandi gruppi, si è arrivati al 40 per cento. Una proporzione sicuramente più equa.
Così Santiago non ha cambiato solo la vita della sua gente ma il volto stesso del cioccolato: i premi Gold, una sorta di Oscar di settore, sono stati 21 solo nel 2012 e stanno a dimostrare la qualità del prodotto. Assaggiare le tavolette Pacari è un’esperienza sensoriale. Concentrazioni di cacao che vanno da un minimo del 60 per cento fino al 100 per cento! Ti raccontano la terra in cui sono prodotte: ognuna ha la sua storia, il suo percorso per un viaggio davvero nel gusto. Peccato che al momento ancora non sono arrivate sul mercato italiano.
La cosa che mi ha più stupito, è sapere che c’erano agricoltori da più di cinque generazioni che non avevano mai assaggiato il loro cioccolato. Le fave di cacao, prima di essere fermentate e poi tostate, venivano portate troppo lontano. Adesso conoscono il sapore di quello che producono. A me sembra bellissimo. Come è emozionante sentire Santiago quando dice che sta vivendo il suo sogno e che, pur se tante preoccupazioni e responsabilità, è felice di vivere questo momento.

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