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Immigrati di seconda generazione, da Firenze un film apre il dibattito

staperpiovereItaliano a tutti gli effetti ma nel paese sbagliato. Haider Rashid, giovane regista fiorentino di origini irakene, è partito da questa premessa per il suo secondo film: Sta per piovere. Al centro il dramma degli immigrati di seconda generazione e la mancata cittadinanza, almeno nel nostro paese a differenza di quanto viene fatto altrove in Europa.
La pellicola, girata a Firenze, racconta la storia di Said, nato e cresciuto in Italia da genitori algerini, studente-lavoratore. I suoi, dopo trent’anni, si trovano nell’impossibilità di rinnovare il permesso di soggiorno. Arriva il decreto di espulsione. Said non ci sta: lotta per restare in quello che ormai ritiene ed è di fatto il suo paese. La legge però lo spinge a tornare a casa, in Algeria, in un posto dove lui non è mai stato. Un modo, quello scelto da Rashid, per sollevare un problema che ha acceso la campagna elettorale di questi giorni. Un fatto non solo politico ma anche umano perché propone il punto di vista di chi dopo trent’anni si trova a scegliere se rimanere in Italia in clandestinità o partire per la terra d’origine, provando a rifarsi là una vita. Un dilemma esistenziale di non poco conto.
Il film è frutto di una cooperazione tra Italia Iraq e Kuwait. Nel cast Lorenzo Baglioni, Giulia Rupi, Mohamed Hanifi, Amir Ati, Denny Bonicolini e Francesco Grifoni che veste i panni del giornalista che prova ad aiutare Said nella sua lotta contro il sistema. La regia di Haider Rashid.
La presentazione del film martedì 12 febbraio a partire dalle ore 19, al Teatro Puccini di Firenze introdotta dal vignettista e scrittore Sergio Staino. Vale la pena farci un salto per capire cosa significa essere nato nel paese sbagliato.

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Firenze punto g è il blog di Raffaella Galamini. Qui racconta la "sua" Firenze.

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