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Franco Pepe e la sua pizza, è questa la vera Italia del gusto

franco pepeIn tempi di foodocracy, dove i cuochi sono i nuovi guru, la serata con Franco Pepe è stata come una boccata d’aria pura. Arrivato a Firenze dopo un tam tam mediatico che aveva trasformato una semplice cena tra amici nell’evento enogastronomico del momento, il pizzaiolo caiatino non ha tradito le aspettative e ha dato una grande lezione di professionalità, competenza e passione.
Alla pizzeria Antico Girone-Malafemmina che aveva offerto ospitalità a Pepe e al suo staff, c’erano giornalisti enogastronomici, amanti della buona tavola, chef e operatori del settore. Tutti accorsi per vedere il profeta della pizza, come alcuni l’hanno ribattezzato e assaggiare le sue specialità. Il gruppo su Facebook prometteva “La miglior pizza in Italia (per un solo giorno) a Firenze”. Promessa ampiamente mantenuta. Inutile dire che i piatti sono tornati in cucina vuoti.
Pepe è stato bersagliato dai flash di curiosi e fotografi. Occhi puntati su di lui per cercare di carpire qualche segreto. Di tavolo in tavolo un rincorrersi di frasi: “ha portato tutto da casa, perfino l’acqua”; “cucina 500 pizze a sera nel suo locale”, quasi sussurrate tra stupore e ammirazione.
In effetti Franco Pepe è partito domenica sera, dopo aver finito di lavorare a Caiazzo: qui in vico San Giovanni Battista 3 ha il suo locale “Pepe in Grani” dove sforna massimo 350 pizze al giorno, una cifra altissima per un locale che ha spazi limitati e dove è sempre bene prenotare. E’ arrivato la mattina di lunedì a Firenze con i suoi collaboratori: nove ragazzi giovani e bravissimi. Subito si è messo a preparare l’impasto che per lui che viene da una famiglia di maestri panificatori, è fondamentale. Da casa ha portato davvero tutti gli ingredienti. Da sempre promuove le eccellenze gastronomiche dell’Alto Casertano e a Firenze c’è stato modo di assaggiarle tutte. Dalla scamorza affumicata al salame di maiale nero casertano, la treccia e l’olio e le olive caiazzane. Perfino l’acqua: 30 litri. Così il pizzaiolo ha davvero fatto assaggiare i sapori della sua terra e dimostrato che la tipicità di un piatto, se ci sono gli ingredienti giusti e se c’è chi sa come prepararlo, può essere riproposta ovunque.
Pepe a fine serata ha voluto salutare i partecipanti alla cena. Ha ringraziato l’amico Sabino Berardino che lo aveva invitato a Firenze e la pizzeria Antico Girone-Malafemmina per l’ospitalità. “Ho cercato di dare il meglio -ha esordito-. Sono venuto qui non per un riscontro economico ma per un giudizio: per giunta nel mio giorno di riposo. Ogni giorno quando impasto, mi rimetto in discussione. Dicono che la mia pizza sia la migliore d’Italia. Mi dà fastidio sentirlo dire. Preferisco che la mia pizza sia giudicata buona e mi fa piacere se a fine serata è questo il commento dei clienti. Credo che la pizza non rappresenti un’Italia ma tante Italie. Ognuna diversa dall’altra. Io non faccio la pizza napoletana. Faccio la pizza di Franco Pepe” ha concluso.
Poche parole che danno l’idea di un uomo che ha un progetto “rischioso”: conciliare la tradizione con la tecnologia e promuovere il suo territorio. A cominciare dall’aprire il locale nel centro storico del suo paese. Un altro avrebbe scelto una via elegante di Roma o di Milano. Preferito forse il canto delle sirene della tv. La cena di Firenze è stata una lezione di stile oltre che di cucina. Altro che Masterchef. Questa è la vera Italia del gusto che vogliamo.
Per chi volesse avere maggiori informazioni su Franco Pepe e il suo locale “Pepe in grani”: www.pepeingrani.it, info@pepeingrani.it e facebook.com/pepeingrani.

Info su Raffaella Galamini

Firenze punto g è il blog di Raffaella Galamini. Qui racconta la “sua” Firenze.

Un commento

  1. Condivido tutto, cara Raffaella (tranne che il giudizio su Mastechef, di cui ero una fan prima che lo traslocassero a pagamento su sky, maledettI!)

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