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Cosa vuol dire amare, la risposta a Mathieu Lindon

lindon2E’ cresciuto a Beckett, Duras, Derrida e Miller. Già, Mathieu Lindon ha avuto non una ma due fortune: avere l’occasione di passare l’infanzia e la giovinezza negli uffici della casa editrice Editions de Minuit, diretta dai suoi genitori e poter frequentare scrittori e intellettuali. Come poteva non sviluppare una passione per la scrittura?
Lindon sarà mercoledì 6 marzo a Firenze in occasione dell’ultimo incontro toscano del Festival della narrativa francese. L’appuntamento, alle ore 18, all’Institut français Firenze con Mathieu Lindon, per presentare Cosa vuol dire amare (Ed. originale Ce qu’aimer veut dire est edito da P.O.L nel 2011), vincitore del prestigioso Prix Médicis) tradotto ora in italiano da Barbès. A introdurlo Fulvio Paloscia de La Repubblica.
In Cosa vuol dire amare l’autore racconta la sua giovinezza agitata, a tratti confusa, e la sua educazione sentimentale, all’ombra di due grandi figure: il padre editore, Jerome Lindon – altero, ingombrante e spesso imperscrutabile, ma pronto a schiudergli con naturalezza le porte del mondo – e Michel Foucault – mentore e maestro di libertà, oggetto di un amore e di un’ammirazione sconfinati, di cui l’intero libro è testimonianza.

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