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Chiude la Libreria dei Servi: a Firenze la cultura è alla frutta

libreria2Ormai ho perso il conto. Dieci anni che sono a Firenze e tante, troppe le librerie che ci siamo persi per strada. L’ultima, a fine maggio, sarà quella in via dei Servi: un colpo al cuore perché per posizione e catalogo era, per me, una delle migliori in città.
L’avevo scoperta grazie a una coppia di amici: gli stessi a farmi apprezzare, tanto tempo prima, la Edison. Ecco quando la libreria in piazza della Repubblica ha ammainato la bandiera, dopo una lunga lotta “per non morire”, ho pensato che si fosse toccato il fondo, che ormai da chiudere non c’era quasi più nulla e invece mi sbagliavo. A ruota ha tirato giù il bandone la Libreria del Cinema dopo 16 anni di attività. Ora quella aperta, appena tre anni e mezzo fa dalla famiglia Chiari a poche centinaia di metri dal Duomo.
I conti non tornano, dicono, come a quasi tutti quelli che fanno cultura ma se non tornano a Firenze, culla del Rinascimento, mi chiedo dove potrebbero tornare. Certo, la crisi si fa sentire, ognuno di noi (mi ci metto in prima persona) fa economia e talvolta un libro di pregio appare davvero un lusso, uno sfizio difficile da permettersi. Poi è difficile resistere alle sirene della rete anche se, dopo aver letto delle agghiaccianti condizioni di lavoro dei dipendenti di Amazon, prima di ordinare un libro da loro ci penserò un milione di volte.
Ma il fatto di non avere disponibilità economiche o potere decisionale per impedire la chiusura di un’altra attività non sempre significa che non si possa dare un segnale. Per la Edison tante sono state le iniziative partite dal basso, anche se senza fortuna. Ora su Internet è aperta una petizione, lanciata dall’associazione Forum del libro: una lettera aperta ai candidati alle politiche 2013 per ribadire la centralità della lettura nella nostra cultura. E se il Comune di Firenze raccogliesse la sfida trovando percorsi e soluzioni concrete per evitare la fine di altre librerie? Se Palazzo Vecchio decidesse di dare un segnale non solo per i successi ottenuti con Twitter ma anche con un progetto salvalibrerie? Firenze non è solo boutique, negozi gestiti da cinesi… e, forse, Apple Store. Quando si vuole, la soluzione si trova e quasi si impone se si parla di libri, altrimenti Dante si rivolta nella tomba… a Ravenna.
Non vorrei passare in via dei Servi, tra qualche mese, e trovare un ortolano, uno dei tanti che stanno aprendo in quest’ultimo periodo in città, là dove una volta c’era la libreria. Vorrebbe proprio dire che questa città è alla frutta, quando si parla di cultura.

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Firenze punto g è il blog di Raffaella Galamini. Qui racconta la "sua" Firenze.

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