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A caccia dei gioielli di Trifari tra gli stand di Vintage Selection

IMG_7672La bigiotteria americana a cavallo della seconda guerra mondiale non sarebbe stata la stessa senza Gustavo Trifari. Chi ama i bijoux vintage sa che una sua spilla può costare quanto un gioiello vero, e qualche volta anche di più. Stile raffinato il suo e pezzi ultra ricercati nelle aste. Alla Stazione Leopolda di Firenze in occasione di Vintage Selection n.21, impossibile non fare una tappa da Alessandra D’Atri e la sua bigiotteria americana d’epoca. Spicca il ricco assortimento di spille di questo napoletano che sbarcò negli States, come tutti gli immigrati, ad Ellis Island per poi fondare l’atelier di gioielleria “Trifari e Trifari”. Un uomo che riuscì a realizzare il suo sogno americano, per merito del suo fiuto degli affari, per il gusto personale e soprattutto per la capacità di trovare designer di talento.
Dalle star delle riviste di Broadway alla moglie del presidente Eisenhower, nessuna donna americana è riuscita a resistergli. Fino al 1950 i gioielli Trifari vennero prodotti con tecniche artigianali, creati e rifiniti a mano come gioielli poi si passò alla produzione seriale. Inutile dire che la produzione speciale ha prezzi da capogiro mentre invece l’altra è molto più abbordabile.
Va detto che non esistono pezzi Trifari non firmati. Fino al 1925 il marchio conosciuto è TK. Dal 1925 al 1938 i gioielli portano il marchio KTF. Dal 1938 si passa alla coroncina sopra la T, marchio con cui è di fatto passato alla storia.

Tra gli stand della Leopolda, curiosando bene bene si possono trovare davvero dei pezzi da collezione.

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